I contenuti del blog Il Toscanofilo sono rivolti a fumatori di sigari maggiorenni e consapevoli, che vogliono condividere la cultura legata al mondo del Toscano. Non si vuole in alcun modo promuovere l'uso di tabacco. Si ricorda infatti che, in ogni sua forma, IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

Il Kentucky è una pianta di grande sviluppo, alta fino a 2 metri, a fusto vigoroso e internodi brevi, con 18-20 ampie foglie, lanceolate, di colore verde scuro.

In normali condizioni di coltivazione, il Kentucky è una pianta rigogliosa, di forma cilindrica o conica, alta in media tra 180 e 200 cm, con 24-28 foglie utili. Le foglie sono ovate alla base della pianta, lanceolate in cima, di colore verde carico. Le foglie hanno grande sviluppo, lunghe in media 70-80 cm e larghe 40-50 cm, ricche di resine. La costola della foglia e le nervature sono piuttosto pronunciate, con tessuto tendente al sostanzioso, e con infiorescenza aperta e corolla rosea. Il frutto è una capsula contenente circa 3.500 semi.

La coltivazione del Kentucky ha raggiunto il massimo intorno alla metà degli anni ’80, quando la produzione ha superato le 12.000 tonnellate; successivamente, per il calo del consumo dei sigari e per la minore richiesta dell’industria manifatturiera, e per le modifiche apportate dalla Comunità europea (gruppi varietali e quote massime garantite), la produzione si è ridotta di circa la metà, mantenendo comunque una sostanziale stabilità negli ultimi anni. La produzione del Kentucky costituisce attualmente circa il 5% del totale dei tabacchi coltivati in Italia. La Campania è la regione dove si concentra quasi la metà dell’intera produzione del tabacco Kentucky, soprattutto nella provincia di Benevento (il 45% della produzione nazionale). Viene coltivato anche in Toscana, Veneto, Lazio e Umbria.

Il Toscano è un sigaro dal carattere deciso, forte, per certi aspetti aggressivo, i cui aromi sono corposi e tipici.  Gianni Brera, altro illustre amante del Toscano, esprimeva il suo incondizionato amore per questo sigaro con poche, ma significative parole:

“Fumare il Toscano è una goduria greve e forte, del tutto priva di frivole moine. La bocca si riveste di una gromma rugginosa sulla quale, sfregato, si accenderebbe anche un fiammifero di legno. Se reggi alle fiammate di quell’inferno, puoi chiamarti beato”.

Tante sono le varietà, circa ventuno, ognuna diversa dall’altra per aroma, forza e sapidità, tutte fortemente condizionate dal periodo di stagionatura. Si va dal sapore dolce ma vigoroso del Toscano Garibaldi al forte e deciso Antico Toscano, passando attraverso una serie di tipologie senz’altro in grado di appagare il palato di ogni fumatore.

Ma il Tabacco è anche esperienza gustativa e, per quanto riguarda gli abbinamenti, come scrive Tommaso Luongo (Relatore del Club Amici del Toscano) non esiste un decalogo: si tratta come nelle più belle tradizioni gastronomiche di gusto squisitamente personale. “Uno spunto è dato sicuramente dai toni fumé legati alle caratteristiche del processo produttivo e lì si incardina un primo possibile abbinamento gastronomico, giocato sulla vicinanza con cibi aromatizzati al fumo o conservati grazie all’affumicazione, secondo un principio di concordanza. Ed è qui che si trova un’intensità olfattiva e gustativa piena”. Che si tratti di prosciutti o salumi affumicati, di pesci conservati con affumicatura o tè, a voi la scelta.

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