Avevo un cliente – un signore anziano e distinto, un’espressione pulita di antico galateo – che tutte le volte entrava nel mio ufficio e subito dopo aver gentilmente richiuso la porta – mi raccontava di quanto amava fumare i suoi sigari “Eye-Talian” (scritto proprio così). Sì, l’ho scritto così come lo diceva lui. Così hai l’immagine pittoresca. Non ho mai pensato molto agli sigari “Eye-Talian” fino a quando ho riscoperto, abbandonato in chissà quale anfratto dalla mia memoria, un pacchetto campione del Toscano Classico, che subito ha fatto scattare la solita sinapsi automatica con l’uomo senza nome di Clint Eastwood in “Un pugno di Dollari”.
A prima vista… il Toscano Classico è schietto e libero dai complessi di bellezza apparente. No, lui, il Toscano ha un’anima robusta e combattiva, che si riflette sulla sua pelle esteriore. Infatti la foglia dell’involucro è davvero ruvida e rustica, nodosa e vaga come le mani di un uomo molto anziano. La banda è semplice e si blocca a malapena. Penso che sia soprattutto lì per assicurarmi di sapere quale fine estremità accendere e quale invece tirare. Anche il sigaro nasce storto, ma non è una grande sorpresa dal momento che questi sigari sono tradizionalmente realizzati senza l’uso di stampi di alcun tipo.
L’aroma dell’involucro è forte con il fumo di fuoco di legno invecchiato. Forse un po ‘più di quercia e un tocco di mesquite per l’aroma qui. Sicuramente ha un odore molto simile a un falò.
La fine alla quale avrei dovuto sbuffare (dalla direzione della banda) era più sottile dell’altra e il tiraggio era un po’ stretto. I sapori freddi erano fortemente di legno (nessuna grande sorpresa), ma nel mix c’era anche una notevole quantità di spezie e spezie.
Ma ora… è tempo di dare la parola al fuoco!
(continua…)