I contenuti del blog Il Toscanofilo sono rivolti a fumatori di sigari maggiorenni e consapevoli, che vogliono condividere la cultura legata al mondo del Toscano. Non si vuole in alcun modo promuovere l'uso di tabacco. Si ricorda infatti che, in ogni sua forma, IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

Ci sono molte analogie tra “vite e tabacco”, dalla vendemmia annuale al periodo di raccolta, dalle diverse varietà di raccolta di uno (a mano) e dalla lavorazione (la fermentazione soprattutto) dell’altro. Tuttavia, quando si tratta di degustazione, ci sono alcune differenze che sono ovviamente legate alla “fluidità” del primo e alla “volatilità” del secondo, ma senza dubbio vi divertirete e svilupperete una passione per il “gioco di ruolo”.

1. Versare, scartare e osservare

La bottiglia va stappata e il bicchiere va riempito fino a un terzo. La guaina sul sigaro va rimossa delicatamente, partendo dalla “zip dorata”, che è stata inclusa per facilitare l’operazione. Prendere il bicchiere per il gambo. Portarlo a livello degli occhi e inclinarlo su uno sfondo bianco per far risaltare meglio le tonalità (per i bianchi, questo va dal colore verde dei vini più giovani all’ambra; per i rossi, va dal viola dei vini novelli al rosso mattone). I vini che hanno invecchiato per più tempo tendono ad avere un colore più scuro. Prendere il sigaro tra le dita e osservarne la fattura, la rigatura della fascia e il colore (generalmente, il tabacco chiaro = fumo leggero e periodo di invecchiamento breve – tabacco scuro = fumo intenso e periodo di invecchiamento lungo). I sigari più stagionati tendono ad avere un colore più scuro.

2. Ruotare lentamente

Ora girare il bicchiere lentamente in modo da “rivestire le pareti di vino”. Gli archi che si formano sul bicchiere rivelano la sua viscosità (la velocità con cui gocciola dai bordi) e il suo contenuto alcolico: più lenti, più stretti gli archi, più strutturato e alcolico è il vino. A questo punto si può ruotare lentamente il sigaro tra le dita, premendo delicatamente in modo da “valutare la sua elasticità”. Il modo in cui il tabacco reagisce alla pressione e alla rotazione rivela il grado di umidità e elasticità della fascia e del ripieno. In generale, più il tabacco è vellutato ed elastico, maggiore è il contenuto di umidità del sigaro.

3. Odorare

Inalare lentamente e profondamente, mantenendo il vino immobile, e rimuovere il naso dopo pochi secondi per evitare di abituarsi troppo ad esso. La prima impressione del bouquet è fondamentale. Odorare il sigaro avvicinandolo alle narici in modo da iniziare a capire che tipo di sigaro e di tabacco si sta per assaggiare.

4. Smuovere il bicchiere, accendere il sigaro.

Rotare il bicchiere con un movimento lento e ampio per liberare tutte le sostanze volatili, e avvicinare il naso di nuovo a intervalli. Accendere il sigaro tenendolo in mano e non in bocca. Scaldare lentamente la punta, tenendo la fiamma a una certa distanza in modo da non annerare la fascia. I parametri da valutare – sia per il vino che per il sigaro – sono: la fragranza, che può essere piena, nobile, pronunciata, delicata, sottile, tenue o sfuggente, e viene descritta attraverso analogie con i profumi della natura, come aromatico, fruttato, speziato, erbaceo, tostato, minerale, etereo, ecc. L’intensità definisce quanto fortemente vengono percepiti gli aromi. La persistenza si riferisce a quanto “rimane” nel naso e sul palato dopo essere stato degustato. La complessità riguarda il numero di fragranze. La qualità valuta il bouquet e il gusto, da “comune” a “eccellente”.

5. Sorseggiare e fumare!

È giunto il momento di assaggiare il vino. Prendere un sorso e tenerlo in bocca per un po’ per permettere alle papille gustative e al palato di percepirne il gusto, l’intensità e le sensazioni tattili. Il vino può avere diversi livelli di dolcezza, morbidezza (se lascia una sensazione vellutata) o asprezza, e può essere più o meno astringente (a causa dei tannini), fresco o leggermente acidulo, strutturato o leggero (in base al suo corpo apparente o peso). È giunto il momento di assaggiare il sigaro. Prendere una boccata di fumo e tenerla in bocca per un po’ per permettere alle papille gustative e al palato di percepi

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