I contenuti del blog Il Toscanofilo sono rivolti a fumatori di sigari maggiorenni e consapevoli, che vogliono condividere la cultura legata al mondo del Toscano. Non si vuole in alcun modo promuovere l'uso di tabacco. Si ricorda infatti che, in ogni sua forma, IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

Sigaro Toscano e vino

Vino e sigaro? Per maggiore chiarezza è giunto il momento di fare capire il perché si prende spesso in considerazione la Toscana con i suoi vini ed i suoi sigari e dunque l’abbinamento sigaro, sempre più di moda nel pubblico dei fumenoappassionati. Proprio il sigaro Toscano e il vino rappresentano da sempre un binomio indissolubile, fatto di tradizione, di cultura, di secoli di storia. La Toscana è stata capace di offrire a questi due intramontabili compagni il terroir e il clima ideale per esprimere, sia pure in contesti diversi, le qualità migliori e una fama internazionale.

Oggi è impossibile tracciare una data precisa dei primi incontri/scontri tra vino e sigari naturali e quali etichette venivano prese in considerazione, ma l’abbinamento sigaro, per antonomasia è rappresentato da sempre da quei grandi vini rossi toscani ottenuti da Sangiovese e da quei bitorzoluti sigari Toscano ottenuti dal tabacco Kentucky.

Possiamo affermare che i due, oltre a rappresentare nel mondo una eccellente bandiera di toscanità, sono anche in grado di coniugare una forte tipicità: sigaro Toscano è prodotto con tabacco Kentucky, mentre il Sangiovese da uve in purezza, quindi monovitigno, da cui si ottengono vini di fama internazionale come il Brunello di Montalcino, il Chianti Classico, il Nobile di Montepulciano, il Morellino di Scansano e tanti altri.

Un po’ di storia

In Italia si inizia a parlare di Kentucky alla fine del 1500, quando arrivano anche le prime indicazioni specifiche sulla tipicità territoriale del Sangiovese sempre grazie ad un gentiluomo fiorentino, Gioanvettorio Soderini, che riportò le prime attestazioni di questo vitigno nelle “Trattato sulla Coltivazione delle Viti”. Ferdinando III e il barone Bettino Ricasoli gettarono poi le basi del successo e della storia contemporanea del sigaro Toscano e del vino Chianti proponendo una selezione di varietà di Sangiovese: San Gioveto, Canaiolo e Malvasia bianca. Si era ormai nella seconda metà dell’ottocento quando si realizzò l’espansione di una forte immagine, sostenuta anche da caratteristiche organolettiche che andavano a formare un sigaro e un vino perfetto dal carattere toscano. Possiamo dunque attribuire al grande ruolo del monocultivar Kentucky e del monovitigno Sangiovese l’enorme successo che ancora oggi sta riscuotendo il sigaro italiano e i blasonati rossi toscani, che sono considerati fra i migliori vini al mondo. Alla celebrità dei sigari e dei vini toscani si riunisce oggi la diffusione dell’immagine del territorio, della cultura, dell’arte, dell’artigianato, della gastronomia.

Un grande abbinamento

Oggi sono frequenti gli appuntamenti che permettono ai nuovi appassionatidi avvicinarsi all’abbinamento tra sigaro Toscano e vino arrivando a scoprire nuove emozioni come ad esempio un abbinamento nel segno della tradizione mettendo a confronto il sigaro Toscano Extravecchio con il più rappresentativo e storico Sangiovese toscano, il Chianti Classico DOCG Castello di Brolio di Ricasoli e, dulcis in fundo, il Vin Santo Castello di Brolio.

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