I contenuti del blog Il Toscanofilo sono rivolti a fumatori di sigari maggiorenni e consapevoli, che vogliono condividere la cultura legata al mondo del Toscano. Non si vuole in alcun modo promuovere l'uso di tabacco. Si ricorda infatti che, in ogni sua forma, IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

Ciò che più di ogni altra cosa mi affascina in Clint […] era il modo in cui appariva e la sua indole. Nell’episodio Incident of the Black Sheep Clint non parlava molto…ma io notai il modo pigro e rilassato con cui arrivava e, senza sforzo, rubava a Eric Fleming tutte le scene. Quello che traspariva così chiaramente era la sua pigrizia. Quando lavoravamo insieme lui era come un serpente che passava tutto il tempo a schiacciare pisolini venti metri più in là, avvolto nelle sue spire, addormentato nel retro della macchina. Poi si srotolava, si stirava, si allungava… L’essenza del contrasto che lui era in grado di creare nasceva dalla somma di questo elemento con l’esplosione e la velocità dei colpi di pistola. Così ci costruimmo sopra tutto il suo personaggio, via via che si andava avanti, anche dal punto di vista fisico, facendogli crescere la barba e mettendogli in bocca il cigarillo che in realtà non fumava mai. Quando gli fu offerto il secondo film, Per qualche dollaro in più, mi disse: ‘Leggerò il copione, verrò a fare il film, ma per favore ti imploro solo una cosa: non mi rimettere in bocca quel sigaro!’. E io gli risposi: ‘Clint, non possiamo tagliare fuori il sigaro. È il protagonista!'”.

Anche se Leone scherzava (le battute sferzanti su Eastwood erano diventate uno dei suoi argomenti di conversazione favoriti dopo la separazione con l’attore nel 1967) è certamente vero che gli oggetti di scena che appartengono al personaggio del ‘Magnifico straniero’ (chiamato ‘Joe’ nel copione originale) avrebbero avuto un ruolo chiave nel suo successo: la barba di qualche giorno, il poncho, il gilè di montone, i sigari, gli stivali marroni scamosciati, i jeans attillati.

(fonte: Christopher Frayling, Sergio Leone. Danzando con la morte, Editrice Il Castoro, Milano, 2002.)

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